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PATOLOGIA E PATOGENESI
La maggior parte dei tumori del colon-retto si presenta come un’iperplasia all’interno del lume del colon o del retto. Questa crescita prende il nome di polipo. Alcuni tipi di polipo possono trasformarsi in cancro dopo molto tempo (solitamente molti anni), ma non tutti i polipi si trasformano in cancro. La possibilità che un polipo si trasformi in cancro, dipende dal tipo di polipo. I 2 principali tipi di polipo sono:
  • Polipo adenomatoso (adenoma): in alcuni casi si trasformano in cancro, e per questo motivo sono identificate come condizioni pre-cancerose.
  • Polipi iperplastici e polipi infiammatori: questi polipi sono molto comuni, ma in generale non si identificano come delle condizioni pre-cancerose.1
STADIAZIONE DELLA PATOLOGIA
La stadiazione descrive il grado di diffusione del tumore ed è importante per pianificare il trattamento del paziente affetto dalla patologia.
La classificazione TNM, sistema di stadiazione più attuale e indicato dalle recenti linee guida ASCO ed ESMO, pone maggiore attenzione al grado di infiltrazione tissutale, discriminando tra l’invasione della sola mucosa, dello strato muscolare o della sierosa. Vengono presi in considerazione 3 parametri, ognuno dei quali presenta diverse categorie:
T – L’estensione (dimensione) del tumore: fino a che punto il tumore è cresciuto nella parete del colon o del retto?
N – La diffusione ai linfonodi vicini: il tumore si è diffuso ai linfonodi vicini?
M – La diffusione (metastasi) ai siti distanti: il tumore si è diffuso a linfonodi distanti o a organi distanti come il fegato o i polmoni?2
I PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO: DALL’INFLUENZA GENETICA ALLO STILE DI VITA
Circa l’80% dei carcinomi del colon-retto insorge a partire da lesioni precancerose (adenomi con componente displastica via via crescente). Gli stili di vita e la familiarità sono da tempo chiamati in causa quali fattori di aumento del rischio di incidenza di queste lesioni. Tra i primi spiccano fattori dietetici quali il consumo di carni rosse e di insaccati, farine e zuccheri raffinati, il sovrappeso e la ridotta attività fisica, il fumo e l’eccesso di alcool. Una protezione, oltre al controllo dei citati fattori di rischio, è conferita dal consumo di frutta e verdure, carboidrati non raffinati, vitamina D e calcio e dalla somministrazione di antinfiammatori non steroidei a dosi appropriate per lungo tempo.3 Ulteriori condizioni di rischio sono costituite dalla malattia di Crohn e dalla rettocolite ulcerosa. Circa un terzo dei tumori del colon-retto presenta caratteristiche di familiarità ascrivibile a suscettibilità ereditarie: solo una parte di questo rischio familiare (2-5%) è riconducibile a sindromi in cui sono state identificate mutazioni genetiche associate ad aumento del rischio di carcinoma colorettale. Fra queste le sindromi caratterizzate dall’insorgenza di polipi, quali la poliposi adenomatosa familiare (FAP) e quelle non poliposiche come la sindrome di Lynch. L’ereditarietà è per lo più su base autosomico-dominante. Per gli individui appartenenti a gruppi familiari a rischio non ancora inquadrati in sindromi definite, il rischio di avere un carcinoma del colon-retto è circa doppio rispetto alla popolazione generale nel caso in cui sia presente un consanguineo di I grado, e più che triplo qualora quest’ultimo abbia contratto il tumore prima dei 50 anni di età.3

BIBLIOGRAFIA

  1. American Cancer Society- Colorectal Cancer
  2. American Cancer Society- Colorectal Cancer Stages
  3. AIOM-AIRTUM-Fondazione AIOM: I numeri del cancro in Italia 2018
Cod. ITA-NP-954-0319-073293