Malattie Ematologiche | Doctor Amgen

EMATOLOGIA

INFORMAZIONI GENERALI

Diverse e numerose sono le malattie del sangue che vengono diagnosticate e trattate dagli specialisti in ematologia.1 Alcune di queste presentano caratteri di benignità, altre sono manifestatamente neoplastiche. 1 Le patologie ematologiche possono coinvolgere uno o più tipi di cellule del sangue, tra cui globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, così come alcune proteine del sangue implicate nella cascata della coagulazione.1
EPIDEMIOLOGIA
Un capitolo importante tra le patologie del sangue è rappresentato dai tumori del sistema ematopoietico. Il numero di nuovi casi di tumore maligno proiettati nel 2020 in Italia è di circa 377.000 (esclusi i tumori della cute non melanomi).2 Questo significa che ogni giorno vengono effettuate poco più di 1.000 nuove diagnosi di tumore, di cui il 4,1% è rappresentato da linfomi di Hodgkin e non-Hodgkin, l’1,5% da mieloma multiplo e il 2,1% da leucemie.2

MIELOMA MULTIPLO

PATOLOGIA E PATOGENESI
Il mieloma multiplo (MM) è una neoplasia caratterizzata dalla proliferazione incontrollata di un clone di plasmacellule neoplastiche. Le plasmacellule si accumulano a livello midollare e producono immunoglobuline tutte dello stesso tipo (componente monoclonale, CM).1 Tuttavia, nel 15-20% dei pazienti, le cellule mielomatose secernono solo catene leggere, mentre in un numero inferiore al 3% di pazienti il MM non secerne proteine (MM non secernente).4
Lo sviluppo di mieloma multiplo conclamato può essere preceduto da due stadi precursori definiti come gammopatia monoclonale di significato incerto (MGUS) e MM asintomatico o smouldering (SMM). Lo stadio MGUS è caratterizzato dalla presenza nel sangue periferico di una concentrazione di CM <30 g/L (livello inferiore alla soglia per la diagnosi del MM), da un infiltrato di plasmacellule a livello midollare <10% e non presenta danni d’organo.2
Anche l’esposizione occupazionale è stata oggetto di studio in diverse popolazioni. L’esposizione a derivati del petrolio, come il benzene, è stata associata ad un aumento del rischio, ma sono disponibili poche prove a sostegno di una relazione causale con lo sviluppo del mieloma.4
Sono stati inoltre identificati alcuni fattori genetici associati ad un aumento del rischio di sviluppare il Mieloma Multiplo: in particolare, uno dei più ampi studi di associazione sull’intero genoma umano (GWAS) ha identificato otto nuovi loci associati al rischio di mieloma multiplo e diversi polimorfismi a singolo nucleotide (SNP) che potrebbero portare all’attivazione del gene Myc (associato alla progressione del mieloma multiplo).4
Altri GWAS hanno identificato loci associati a una sopravvivenza inferiore (come 6p25 e 16p13) nei pazienti affetti da MM. Inoltre, alcuni SNP sono stati associati alla presentazione clinica o allo sviluppo di tossicità correlata al farmaco, come la neuropatia indotta da bortezomib.4
 
 
 

TROMBOCITOPENIA IMMUNE PRIMARIA

Definizione
La Trombocitopenia Immune Primaria (ITP) è una malattia caratterizzata dalla drastica riduzione del numero di piastrine circolanti determinata dalla loro distruzione e dalla soppressione della produzione. Purtroppo però ad oggi non sono note le cause che scatenano questo processo e danno origine alla malattia.1
La diagnosi di ITP viene effettuata per esclusione. Dal punto di vista clinico la malattia è caratterizzata dall’assenza di ogni altro sintomo che non sia direttamente relazionabile alla piastrinopenia. L’analisi morfologica al microscopio ottico di un campione di sangue è fondamentale per la diagnosi.1
APPROFONDIMENTO EZIOPATOGENETICO ED EPIDEMIOLOGICO
La Trombocitopenia Immune Primaria (ITP) è un disturbo autoimmune causato:
Nella ITP, le cellule B attivate rilasciano auto-anticorpi che legano le piastrine tramite glicoproteine di membrana (GP IIb/IIIa) causandone la distruzione. Inoltre, la produzione di autoanticorpi anti megacariociti induce una "apoptosi programmata" che determina una produzione delle piastrine inadeguata.
 
 
 

LEUCEMIA LINFOBLASTICA ACUTA (LLA)

Definizione
La leucemia linfoblastica acuta (LLA) è una patologia dovuta a alterazioni genetiche a carico dei progenitori dei linfociti, noti come ‘linfoblasti’.1 Queste cellule acquisiscono maggiori capacità di crescita e di sopravvivenza che ne determinano una proliferazione incontrollata nel midollo osseo, nel sangue e in siti extramidollari.2 I linfoblasti si accumulano come precursori immaturi nelle sedi midollari sopprimendo la normale produzione delle cellule ematiche, per cui i pazienti affetti da LLA presentano in genere anemie, neutropenie e trombocitopenie.1
Classificazione
La classificazione attuale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità si basa sulla morfologia e il profilo citogenetico dei linfoblasti. Le due forme principali sono la LLA-B (LLA a linfociti B) e la LLA-T (LLA a linfociti T). LLA-B è a sua volta suddivisa in 2 sottotipi: LLA-B con alterazioni genetiche ricorrenti, in cui si possono identificare specifiche alterazioni cromosomiche, e LLA-B non altrimenti specificata.2
Epidemiologia
L’incidenza di LLA ha una distribuzione bimodale, con il primo picco tra i 2 e i 5 anni, ed un secondo picco verso i 50 anni anche se la maggior parte dei casi di LLA (circa l’80%) si manifestano in età pediatrica. 2,3
L’incidenza della LLA in età pediatrica in Italia è di circa 3,5 casi all’anno per 100.000 persone, ed il numero stimato di nuovi casi/anno è di circa 400 mentre l’incidenza nella popolazione adulta è di circa 0,7 casi all’anno per 100.000 persone, con una stima di circa 450 nuovi casi all’anno in Italia.5 2
Sebbene le strategie di intensificazione della dose abbiano portato a un miglioramento significativo dei risultati per i pazienti pediatrici, la prognosi per i soggetti di età più avanzata rimane molto scarsa. Infatti, nonostante un alto tasso di risposta alla chemioterapia di induzione, solo il 30-40% dei pazienti adulti con LLA è in grado di ottenere una remissione a lungo termine.2
 
 
 

RISORSE PER IL MEDICO

ITA-NP-0123-80017